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TCB – Scambiatori saldobrasati

Manuale d’uso e manutenzione

PREMESSA

Questo manuale di istruzioni consiste in una guida per l’installazione, il funzionamento e la manutenzione dello scambiatore di calore a piastre saldobrasato. È destinato a coloro responsabili per l’installazione, l’uso e la manutenzione degli scambiatori di calore.
Il produttore raccomanda vivamente di leggere attentamente questo manuale di istruzioni prima di iniziare qualsiasi lavoro. Questo manuale è applicabile a tutti gli scambiatori di calore a piastre saldobrasati, prodotti da Tempco. La nostra azienda non è responsabile di eventuali danni dovuti a un’installazione, utilizzo o manutenzione non corretti dei nostri scambiatori di calore, nonché alla mancata osservanza dei contenuti del manuale di istruzioni. Si prega di notare che gli scambiatori di calore a piastre saldobrasati sono appositamente progettati e costruiti per le condizioni operative in base alle informazioni fornite dal cliente. Un aumento improvviso della pressione al di sopra della normale pressione di esercizio, il quale può verificarsi durante l’avvio o l’arresto del sistema, può causare danni gravi all’apparecchiatura.
Il produttore non è responsabile di eventuali danni derivanti da un funzionamento diverso dalle condizioni di progetto originali. Se si desidera contattare il produttore per uno scambiatore di calore a piastre saldobrasato, si prega di tenere a portata di mano il tipo di piastra ed il numero di serie indicati sulla targhetta del prodotto.
Un utilizzo al di sopra o al di sotto della temperatura di progetto ne invalida la garanzia, può causare gravi danni all’apparecchiatura.

ATTENZIONE

Prima di procedere all’installazione, vi consigliamo di leggere attentamente le istruzioni qui di seguito riportate. Un inadeguato utilizzo e una non appropriata installazione possono causare danni, come: il malfunzionamento e la rottura degli scambiatori. Se al ricevimento degli scambiatori, gli stessi presentano danni visibili, causati dal trasporto, ogni richiesta di risarcimento, dovrà essere immediatamente sottoposta alla società che a curato il trasporto.Tutti gli scambiatori di calore a piastre saldobrasati della TEMPCO sono stati accuratamente rifiniti, nonostante ciò può accadere che alcuni presentino degli spigoli vivi, pertanto vi consigliamo di maneggiarli con attenzione e di utilizzare dei guanti a protezione.

PRINCIPIO DELLO SCAMBIATORE DI CALORE A PIASTRE SALDOBRASATO

Uno scambiatore di calore a piastre saldobrasato è costituito da una serie di piastre saldate tra di loro con un processo che avviene in un forno sottovuoto.
I materiali di brasatura possono essere, Rame, Nickel, Acciaio inossidabile.
Una volta saldate le piastre lo scambiatore è un monoblocco resistente alla pressione ed alle temperature.Il calore viene trasferito da un mezzo a un altro passando attraverso le piastre, le quali vengono assemblate secondo uno specifico schema noto come “a spina di pesce”. I mezzi caldi e freddi scambiano il proprio carico termico tra i canali delle piastre.

Gli scambiatori di calore a piastre saldobrasati della TEMPCO sono costituiti da un da un pacco piastre in acciaio AISI 316L, brasate dal con del rame o del nickel, fatto fondere per  capillarità in uno speciale forno sotto vuoto. Nell’assemblare il pacco piastre ogni seconda piastra è girata di 180° rispetto la precedente. Si creano così, due circuiti distinti, nei quali i flussi dei fluidi restano separati. La direzione dei due flussi è in parallelo e contro corrente.

Piastre: Acciaio 1.4401 Aisi 316

Brasatura: Rame al 99,99% o Nickel per la serie NP

IDENTIFICAZIONE DELLO SCAMBIATORE DI CALORE A PIASTRE

Tutti gli scambiatori di calore a piastre saldobrasati forniti possiedono una targhetta unica fissata sulla parte anteriore o posteriore dell’unità. Le targhette includono le informazioni necessarie per le richieste di assistenza e di ricambi. Il numero di fabbricazione è unico e contiene tutte le informazioni sul prodotto. In caso di perdita di questa targhetta, si prega di richiedere al personale di sostituirla al più presto per evitare qualsiasi confusione. Sulla targhetta è indicata anche la direzione dei flussi, che possono essere a seconda dei casi: controcorrente, equicorrente, paralleli o incrociati. In caso di mancanza della targa dati, contattare il servizio assistenza.

COMPONENTI PRINCIPALI

Lo scambiatore di calore a piastre è composto saldobrasato è composto da un pacco piastre saldobrasate fra di loro, e delle connessioni che possono essere su richiesta di tipologia differente, filettati, flangiati, a saldare, alimentari.
Il materiale di brasatura può essere rame, nickel, acciaio inossidabile.
I componenti opzionali consistono nella guaina isolante, la vaschetta di raccolta e la lastra di protezione sopra il pacco piastre. Queste opzioni sono incluse solo in fase di ordinazione.

PIASTRE

Le piastre ondulate utilizzate negli scambiatori di calore a piastre saldobrasate sono prodotte in qualsiasi metallo o lega che possa essere formata a freddo. L’acciaio inossidabile sono tra i materiali che vengono utilizzati per le piastre. Il processo di stampaggio a freddo utilizzato per conferire il motivo a spina di pesce alle piastre. Il materiale delle piastre varia a seconda del funzionamento dello scambiatore di calore a piastre ispezionabile. Le proprietà dei fluidi e l’effetto della corrosione determinano la qualità del materiale e della tipologia di materiale di brasatura. La maggior parte dei modelli di piastre presenta due tipi: le piastre L (Low) e le piastre H (High). Le piastre possiedono prestazioni diverse in termini di trasferimento di calore e perdita di carico. Pertanto, è importante identificare ogni piastra quando si assembla o si ordinano le parti dell’unità.

DISPOSIZIONE DEL FLUSSO

Il flusso negli scambiatori saldobrasati a piastre, è tipicamente mono passaggio, con fluidi paralleli contro corrente, in taluni casi di calcolo o progetto, i flussi possono essere equi corrente.  Il tipo di flusso è determinato in fase di progetto e viene riportato sulla targhetta di identificazione. Nel dubbio va fornito il numero di serie riportato sulla targhetta. il numero di serie consente all’ufficio tecnico di identificare correttamente le caratteristiche dello scambiatore originale.

DATI DI FUNZIONAMENTO

Massima pressione d’esercizio: 30 bar-40 bar | 16 bar (NP;NP-AE;Versioni Speciali U; DS ; TIO)

Massima temperatura d’esercizi: 200°C

Il riferimento per la progettazione, la costruzione e il collaudo degli scambiatori di calore è la conformità con la Direttiva Europea per Apparecchi a pressione 2014/68/UE. Tutte le fasi di lavorazione sono sotto il controllo e conformi alla procedura di qualità DIN EN ISO 9001.

MESSA IN OPERA

L’installazione dello scambiatore di calore a piastre saldobrasato richiede un’operazione accurata. È importante seguire ogni fase per ottenere un funzionamento sicuro e corretto. Gli scambiatori di calore a piastre saldobrasati sono apparecchiature delicate che possono essere danneggiate durante il trasporto e l’installazione. È importante seguire le istruzioni per sollevarli e trasportarli.

POSIZIONAMENTO – INSTALLAZIONE

  • Assicurarsi che le fondamenta dello scambiatore di calore a piastre siano piane e livellate.
  • La tubazione deve essere completamente sostenuta per evitare che il peso/forze influenzino l’unità.
  • Installare sempre le connessioni flessibili sulla connessioni per evitare le vibrazioni. Questi collegamenti flessibili impediscono inoltre l’espansione delle tubazioni, causata dall’influenza della temperatura sullo scambiatore di calore.
  • Le tubazioni devono essere pulite e lavate a fondo prima di essere collegate allo scambiatore di calore.
  • Per uno sfiato corretto, installare sempre gli sfiati sulla parte superiore e gli scarichi sulla parte inferiore dello scambiatore di calore.
  • Installare la valvola di scarico sul lato inferiore di un ugello inferiore e la valvola di sfiato sul lato superiore di un ugello superiore per lo scambiatore di calore a piastre.
  • Installare una valvola di sicurezza di capacità adeguata vicino a un ugello di uscita per garantire il funzionamento sicuro dello scambiatore di calore a piastre.
  • Installare manometri e termometri sugli ugelli di ingresso/uscita di entrambi i circuiti per osservare le prestazioni/incrostazioni dello scambiatore di calore a piastre.

La posizione d’installazione raccomandata è quella: verticale o nelle posizione qui di seguito raffigurate, avendo cura di lasciare sufficiente spazio per rendere le operazioni di manutenzione più agevoli. La posizione più adatta deve essere scelta in modo tale che l’operazione di scarico dei fluidi, dall’interno dello scambiatore sia la più semplice e naturale possibile. Per una migliore efficienza dello scambio termico, la posizione verticale è quella più consigliata. In tutte le altre posizioni potrebbe verificarsi un calo della resa termica. Nelle applicazioni del sistema frigorifero o in impianti dove è previsto l’utilizzo di fluidi bi-fase, tutti gli scambiatori devono essere montati in verticale. Non montare mai gli scambiatori con le connessioni rivolte verso il basso. Tutti gli scambiatori dovrebbero essere sostenuti da staffe o supporti, mai fissarli alla struttura della macchina o dell’impianto con le connessioni.

 

 

Le indicazioni inerenti la torsione massima e la coppia di serraggio massima che possono sopportare gli attacchi filettati degli scambiatori sono riportate nella tabella qui sotto:

 

Attenzione: verificare ed assicurarsi che vibrazioni o pulsazioni dell’impianto non siano trasmesse agli scambiatori, poiché provocherebbero la rottura meccanica degli attacchi. Per evitare questo inconveniente la TEMPCO ha rinforzato la zona circostante le connessioni ma consigliamo di installare tra lo scambiatore e la fonte delle vibrazioni, dei sistemi in grado di assorbire le sollecitazioni meccaniche.

Gli studi effettuati dal più importante istituto in materia d’impianti di riscaldamento e teleriscaldamento (quello Finlandese), hanno dimostrato che la durata degli scambiatori di calore a piastre saldobrasati si riduce se si adottano errati o inadeguati sistemi di regolazione. Qui di seguito vi sono alcuni dei fattori più importanti che hanno un effetto dannoso sulla durata dei TCB’s:

  • Le valvole di regolazione sovradimensionate
  • Le eccessive e repentine variazioni delle pressioni
  • La scarsa qualità delle valvole di regolazione
  • L’errata taratura del sistema di regolazione
  • L’errata posizione del sensore per il controllo della temperatura

Attenzione: per l’istallazione sui nuovi impianti o su quelli revisionati, prima di collegare le tubazioni al TCB si raccomanda di pulire le tubazioni e di rimuovere eventuali detriti, inoltre consigliamo l’utilizzo di un filtro con una maglia di 500 µ, poiché nel caso d’applicazioni frigorifere, l’ostruzione di un solo canale del circuito idrico condurrebbe al congelamento e al conseguente miscelazione tra l’acqua e il gas refrigera.

Avviso: Durante e dopo la saldatura sugli scambiatori non devono essere presenti colori scuri. Se durante la saldatura la fiamma ha un colore “giallo paglia”c’è pericolo di corrosione.

Esempio: saldatura TIG o MIG di una connessione

Brasatura delle connessioni ODS: pulire e sgrassare le superfici a contatto. Applicare un solvente a base cloridrica con una spazzola. Inserire il tubo di rame nella connessione dello scambiatore e brasarlo con una saldatura al 45-55% di argento. Fare attenzione a non puntare la fiamma nella direzione del pacco piastre ma solamente sulla giunzione da eseguire, brasare ad una temperatura massima di 650° (1200°F). Per evitare ossidazione, lo scambiatore di calore deve essere protetto dall’interno con azoto N2. Utilizzare uno straccio umido attorno alla connessione, per evitare l’eccessivo surriscaldamento. Durante la brasatura tenere il tubo in una posizione fissa. Saldare con tecniche TIG o MIG.

AVVISO: L’eccessivo surriscaldamento durante il processo di brasatura può condurre alla fusione del rame e di conseguenza alla rottura dello scambiatore!

Connessione agli attacchi filettati: montare lo scambiatore saldobrasato e quindi collegare le tubazioni dell’impianto allo scambiatore tramite gli attacchi filettati. Per avvitare il raccordo rispettare i limiti descritti nella tabella riportata al capitolo riguardante il posizionamento degli scambiatori.

FUNZIONAMENTO

La messa in funzione deve essere eseguita solo da una persona appositamente istruita per questa operazione. Il controllo, la manutenzione e la riparazione dello scambiatore di calore a piastre saldobnrasato devono essere effettuati da personale autorizzato, formato e adeguatamente addestrato. La manutenzione e la pulizia devono sempre essere effettuate a scambiatore di calore spento. Controllare se tutti i collegamenti sono montati correttamente o meno. I mezzi che scorrono nello scambiatore di calore non devono contenere particelle più grandi e dei filtri devono essere installati se necessario. Controllare la pressione e le temperature dei mezzi e assicurarsi che i valori non siano superiori a quelli specificati sulla targhetta di identificazione.

AVVIAMENTO

È fondamentale che lo scambiatore di calore a piastre sia protetto da improvvisi ed estremi cambiamenti di temperatura e pressione per evitare danni alle piastre

Prima dell’avviamento iniziale:

  • Verificare che i dati di funzionamento non superino quelli riportati sulla targhetta dello scambiatore di calore: Temperatura massima di progetto, pressione massima di progetto.
  • Si raccomanda di avviare prima la pompa per circuito freddo. Le pompe che alimentano lo scambiatore di calore a piastre devono essere dotate di valvole di regolazione. Nel caso le pompe possano erogare una pressione superiore a quella nominale per lo scambiatore di calore a piastre ispezionabile, è necessario installare delle valvole di sicurezza. Le pompe non devono aspirare aria che può influire sulle prestazioni di trasferimento del calore. Pressioni più elevate possono causare la rottura dello scambiatore e perdite durante il funbzionamento
  • Per evitare impatti di pressione le pompe devono essere avviate contro valvole chiuse. Le valvole di ingresso e di uscita devono essere aperte contemporaneamente il più possibile. La portata viene quindi aumentata lentamente fino al raggiungimento della temperatura di esercizio. Verificare che la valvola di uscita sia completamente aperta durante l’avviamento. Quindi, aprire lo sfiato, avviare la pompa e aprire lentamente la valvola.
  • Subito dopo la messa in funzione, l’apparecchiatura deve essere sfiatata. L’aria residua può causare blocchi d’aria e gravi deformazioni delle piastre, riducendo la capacità di trasferimento del calore e aumentando il rischio di corrosione.
  • Le perdite di freddo possono verificarsi in condizioni di freddo e quando l’unità raggiunge la temperatura di esercizio a cui si arresta. Pertanto, si prega di osservare le eventuali perdite fino a quando lo scambiatore di calore a piastre saldobrasato non raggiunge le temperature di esercizio.

Nel caso si utilizzi il vapore come uno dei mezzi:

  • Assicurarsi che la valvola di controllo vapore sia completamente chiusa
  • Assicurarsi che non vi sia condensa all’interno dello scambiatore di calore a piastre
  • Avviare prima il circuito freddo e poi il lato vapore
  • Aprire lentamente la valvola di controllo del vapore – in questo modo si evita il colpo d’ariete di eventuali condense nel circuito del vapore e si riduce la pressione/lo shock termico sullo scambiatore. o Gli shock termici e di pressione possono causare stress per le piastre e provocare delle crepe.
  • Assicurarsi che la trappola del vapore sia dimensionata correttamente per consentire lo scarico completo della condensa – in modo da evitare l’intasamento dell’acqua all’interno dello scambiatore, il quale potrebbe incrinare le piastre e danneggiare le guarnizioni.
  • Controllare sempre che non vi siano pulsazioni di pressione nello scambiatore di calore causate dalle pompe e/o dalle valvole di controllo.
  • Controllare sempre che l’unità non presenti perdite.
  • Verificare che tutti gli sfiati siano chiusi per evitare che l’aria venga aspirata nel sistema.
  • installare sempre una valvola rompivuoto sull’ingresso del vapore
  • verificare che tipo di trattamenti vengono eseguiti sull’acqua di alimentazione della caldaia, l’impiego di certi prodotti, potrebbe causare corrosione sul materiale di brasatura

Prima di avviare l’impianto, verificare che i dati di progetto trascritti sulla targhetta dello scambiatore, siano conformi all’esercizio termico richiesto. Controllare che giunzioni tra le connessioni filettate e le tubazioni dell’impianto sia ben eseguite tali da permettere un’ottima tenuta.Le pompe che alimentano il TCB devono essere equipaggiate con valvole “shut-off”. Le pompe che hanno una pressione di esercizio più alta di quella dell’impianto devono essere provviste di valvole di sicurezza. Le pompe non devono aspirare aria in alcun modo, al fine di evitare i “colpi d’ariete”. Per evitare repentini sbalzi di pressione, le pompe devono essere avviate a valvole chiuse. Le valvole delle linee di mandata e di ritorno devono essere aperte lentamente e per quanto sia possibile contemporaneamente, fino a quando non si raggiunga la temperatura di esercizio desiderata. Tutte le variazioni di pressione devono essere evitate. Durante il carico, l’eventuale aria presente nelle tubazioni dell’impianto deve essere scaricata tramite delle valvole di sfiato situate lungo le tubazioni. Se l’aria presente negli scambiatori non è scaricata completamente, la resa dichiarata può subire una variazione negativa, in quanto non tutta la superficie di scambio sarà utilizzata per lo scambio termico. Inoltre, l’aria residua aumenta il rischio di corrosione. Così come avviene per l’avviamento anche durante la chiusura il flusso deve essere interrotto lentamente e possibilmente su entrambe i circuiti (I° e II°). Se non fosse possibile interrompere i flussi contemporaneamente, allora, il primo da chiudere è quello più caldo. Durante i periodi d’inattività degli impianti, più o meno lunghi, gli scambiatori devono essere completamente drenati e puliti all’interno. Questo è molto comune quando gli scambiatori sono all’esterno e quindi sottoposti a temperature invernali molto rigide, oppure, nel caso lo scambio termico è fatto con fluidi aggressivi o particolarmente ricchi di solidi in sospensione.

Operazioni: Dopo aver avviato l‘impianto controllare che nessuna variazione di pressione possa sussistere. Se lo scambiatore di calore è istallato tra una valvola di regolazione e un regolatore di pressione differenziale, bisogna assicurarsi che la chiusura simultanea d’entrambi i dispositivi, non possa provocare “colpi d’ariete”. Negli impianti di teleriscaldamento, particolare attenzione deve essere posta al fatto che la pressione del circuito secondario sia la stessa di quella del circuito primario, collegato direttamente al rete principale. Altrimenti, possono verificarsi “colpi d’ariete” che si ripercuoterebbero sulla parte posteriore dello scambiatore.Verificare l’efficienza funzionale dei dispositivi di comando (cf).e i collegamenti alle tubazioni.

Le condizioni operative dovranno essere sempre identiche a quelle di progetto, qualsiasi variazione potrebbe causare malfunzionamenti o danni.

Avviso: i “colpi d’ariete” e le repentine variazioni di pressione possono provocare perdite interne o esterne del TCB.

Bisogna prevedere una messa a terra dello scambiatore al fine di evitare il fenomeno delle correnti vaganti.

Protezione antigelo: il congelamento è la causa principale della rottura degli scambiatori di calore a piastre saldobrasati. Per evitare questo fenomeno, devono essere adottati semplici provvedimenti, quali:

l’utilizzo di fluidi antigelo come l’etilene glicole % o il propilene glicole %, se l’esercizio termico prevede temperature vicine al punto di congelamento = 0°, entrare con il fluido dall’alto ed uscire dal basso, l’utilizzo di un filtro per evitare che impurità ostruiscano il passaggio del fluido nei canali dello scambiatore, l’utilizzo di un termostato di protezione per il controllo della temperatura ed un flussostato per garantire un flusso costante prima, durante e dopo l’avviamento del compressore, l’uso di connessioni supplementari per l’inserimento delle sonde all’interno dello scambiatore, poste sul lato opposto dell’ingresso e dell’uscita del circuito del fluido da refrigerare.

Lo sporcamento: esso deve essere conforme alle normative DIN che regolano l’uso dell’acqua potabile e quella per il riscaldamento, alle normative Vd-TÜV, alle normative dell’ente GFW e alle caratteristiche riportate sulla pagina del presente manuale TEMPCO.Molti sono i fattori che possono influire allo sporcamento degli scambiatori di calore a piastre, quali per esempio: la bassa velocità del fluido, l’elevata temperatura, l’errata distribuzione, la scarsa qualità dell’acqua ecc. Uno degli strumenti per prevenire l’ostruzione degli scambiatori saldobrasati e l’installazione di semplici filtri idraulici con una maglia di tra 0,5 e 0,8 mm, in questo modo tutte le particelle fino a 1 mm saranno bloccate.

E’ necessario che la velocità dei fluidi all’interno dei TCB’s sia alta, tale da generare un’elevata turbolenza e diminuire il rischio dello sporcamente. La formazione di calcio sulla superficie degli scambiatori a piastre, utilizzati per il riscaldamento o la produzione d’acqua calda sanitari, può verificarsi a temperature sopra i 60°C. Pertanto, l’alta turbolenza e le temperature inferiori ai 60°C riducono il pericolo dei depositi di calcare. Durante la fase di chiusura dell’impianto, chiudere per primo il lato del circuito primario (quello più cado) e quindi il lato del circuito secondario. Mentre, all’avviamento aprire prima il lato secondario e quindi il lato primario. Con queste due ultime procedure sarà evitato l’eccessivo surriscaldamento dello scambiatore di calore.

Avviso: la scarsa qualità dell’acqua conduce e aumenta il rischio dell’intasamento e della corrosione.

SPEGNIMENTO PER UN BREVE PERIODO

Se lo scambiatore di calore a piastre saldobrasato deve essere spento per un breve periodo, seguire la seguente procedura:

  • Chiudere la valvola di regolazione nel circuito caldo lentamente, mantenendo il flusso completo nel circuito freddo,
  • Spegnere la/e pompa/e del circuito caldo,
  • Raffreddare lo scambiatore di calore fino a raggiungere una temperatura sicura per maneggiare,
  • Chiudere gradualmente la valvola di controllo del circuito freddo,
  • Spegnere la pompa del circuito freddo,
  • Chiudere tutte le restanti valvole di intercettazione (ingresso e uscita per entrambi i circuiti).

SPEGNIMENTO PER UN PERIODO PROLUNGATO

Applicare le procedure di spegnimento per un breve periodo, quindi seguire i passaggi seguenti:

  • Lasciare raffreddare l’unità per poterla maneggiare in modo sicuro,
  • Drenare tutti i circuiti mediante valvole di scarico
  • Lo scambiatore di calore a piastre deve essere drenato completamente in quanto alcuni mezzi fermi possono creare corrosione o diversi tipi di contaminazione sulla superficie delle piastre.

MANUTENZIONE

La manutenzione dello scambiatore di calore a piastre saldobrasato è il fattore più importante per un funzionamento sicuro e affidabile. Il produttore raccomanda una manutenzione preventiva per evitare problemi improvvisi che possono compromettere il vostro prezioso processo. Pertanto, è essenziale che gli scambiatori di calore a piastre vengano sottoposti a manutenzione periodica a seconda delle applicazioni.

Prima di maneggiare lo scambiatore di calore a piastre saldobrasato:

  • Indossare sempre un equipaggiamento protettivo quando si maneggia uno scambiatore di calore a piastre.
  • Assicurarsi che i mezzi all’interno dei circuiti non siano pericolosi per il contatto con la pelle, l’inalazione, ecc.
  • Lavorare sempre in un luogo ampio per evitare di ferirsi o tagliarsi con le piastre.
  • Le piastre presentano bordi molto affilati, per cui si raccomanda di maneggiarle con attenzione.

PULIZIA

La maggior parte degli scambiatori di calore a piastre saldobrasati è esposta a incrostazioni/contaminazioni. La contaminazione/incrostazione può verificarsi nelle porte di ingresso, nell’area della porta della piastra e sulla piastra stessa in diversi tipi. Le incrostazioni, se non pulite, aumentano la perdita di pressione (a causa dell’intasamento) e riducono le prestazioni di trasferimento del calore. Pertanto, la pulizia è essenziale per prevenire questi problemi. Le incrostazioni sulle piastre possono essere rimosse tramite CIP (cleaning in piace).

Nei casi in cui lo scambiatore sia intasato a causa della scarsa qualità dell’acqua (alto grado di durezza o ricca di particelle in sospensione), è necessario pulirlo, facendo circolare forzatamente al suo interno, un liquido detergente. A tale scopo si può usare un sistema composto da una pompa con un’alta prevalenza ed un serbatoio contenente dell’acido leggero (5% di acido fosforico o 5% di acido ossalico diluito in acqua). Per un’efficace pulizia la portata del liquido detergente deve essere almeno 1,5 volte quella d’esercizio dello scambiatore e la circolazione forzata deve durare almeno 8-10 ore consecutive. Per evitare eventuali residui di acido, risciacquare con sola acqua abbondantemente.

Avviso: utilizzare solamente acidi leggeri in basse percentuali e sempre diluiti in acqua, che siano compatibili con i materiali: acciaio inossidabile e rame o nichel, di cui sono costituiti gli scambiatori saldobrasati.

PULIZIA DELLE PIASTRE

È necessario scegliere con cura un detergente in grado di rimuovere le incrostazioni sulle piastre senza danneggiare le piastre e il materiale di bnrasatura. Tutti gli acciai inossidabili hanno uno strato protettivo che non deve essere distrutto, in quanto questo strato garantisce la resistenza dell’acciaio inossidabile alla corrosione. Si consiglia di chiedere al fornitore del detergente la conferma che il prodotto non danneggia i materiali. Seguire le istruzioni fornite dal fornitore del detergente/specialista di pulizia.

PULIZIA CIP

CIP (Cleaning In Piace) consiste in un metodo di pulizia nel quale i mezzi di pulizia vengono pompati attraverso il pacco piastre per pulire le incrostazioni lievi/medie sulla superficie della piastra. A seconda dell’applicazione e del livello di incrostazioni, il CIP potrebbe essere la soluzione migliore, ma non una soluzione permanente per il processo. Per essere efficaci, è importante utilizzare i mezzi di pulizia corretti rispetto alla contaminazione.
Utilizzare solo i detergenti raccomandati.